For every problem there is a solution

novembre 25, 2010 § Lascia un commento

Un spazio dove mandare problemi o soluzioni in immagini, alla ricerca di completamenti creativi.


* Knot really

.

Biglietti dell’oracolo e struzzi

novembre 3, 2010 § Lascia un commento

Ogni volta che “inciampo” nel termine globale, ho un sussulto alle spalle.

È tutto globale. Il mercato, la moda, il cibo, la cultura, le genti… ed è tutto così globale che se osservo attentamente, di globale non vi è nulla. Nulla che non sia la possibilità di curiosare in tempo reale nella costruzione di vite altrui rappresentate dal palcoscenico che è internet.

Globale è una parola da struzzi.

Serve a nascondere la testa sotto la sabbia di fronte alla complessità che l’altro, lo straniero, ci offre. Complessità che per ragioni storiche e geografiche si declina e si esprime attraverso lingue diverse, abbinamenti cromatici arditi, gusti speziati, divinità incomprensibili, rituali severi e melodie inafferrabili. Tutto contribuisce a far sì che ognuno di noi gioisca, pianga, rida, soffra, pensi a modo proprio, portandosi appresso, in barba all’indirizzo nel quale risiede, miliardi di storie, di suoni, di visioni che ben poco hanno a che vedere con le città inquinate e postmoderne dove si vive in cerca di un futuro diverso, o semplicemente, in cerca di un futuro e basta.

Il fatto che non siamo in un mondo globale, ma in un mondo plurale, non significa che non si facciano I conti costantemente con l’altro. L’altro inteso come alterità totale, ognuno è altro per qualcuno.

È in un gioco di sguardi che si costituisce “l’altro”, ultima summa di una miriade di visioni, che fanno sì che ognuno sia custode dell’antichità del mondo e portatore di un presente in divenire. La persona, come entità individuale, piccola, singola, ma proprio per questo agile e veloce nei movimenti e nei pensieri, è capace di spostarsi e relazionarsi per creare e ricreare costantemente scenari in mutamento. Per muoversi non servono piedi veloci o connessioni virtuali, servono pensieri e sensibilità per trovare punti d’incontro che permettano di evitare la trappola riduzionistica della traduzione culturale o la gretta inutilità dell’etnocentrismo occidentale.

L’arte intesa come espressione del sensibile, può, se lo desidera, assolvere l’ingrato compito di farsi veicolo, di farsi mezzo di trasporto e meta al tempo stesso. L’arte permette di avvicinare l’altro, di facilitare l’incontro, di aprire la strada ad un cammino segnato da passi diversi, alcuni veloci, altri lenti o scalzi oppure chiodati, poco importa ma tutti intenti a lasciare un’impronta sul medesimo percorso.

E quando parlo di arte mi riferisco all’arte che ognuno di noi può esprimere, con gli strumenti naturali di cui si dipone, ossia la voce, l’udito e lo sguardo. Ed è in quest’ottica che I Bigliettini dell’Oracolo M. possono inserirsi a pieno titolo in un progetto più vasto elaborato all’insegna della multiculturalità. Multiculturalità intesa come scambio fluido e permeabile, attraverso il quale conoscere l’altro e conoscersi nel rapporto all’altro.

Il fatto stesso che il bigliettino sia un lavoro a più mani, permette una condivisione di emozioni, lasciando una libertà d’espressione che difficilmente ci concediamo.

L’utilità dei Bigliettini dell’Oracolo di M., risiede proprio nella loro apparente futilità. In fondo, si tratta di pezzetti di carta sommariamente decorati e a volte commentati, ma che racchiudono proprio nella libertà massima della loro esecuzione, il segreto del loro interesse e della loro forza comunicativa. Attraverso i Bigliettini e la libertà decorativa che ognuno può esprimere, si può pensare ad un nuovo canale di comunicazione, che grazie all’immediatezza e alla spontaneità del gesto creativo favorisca una relazione più spontanea, non filtrata dalle convenzioni sociali, che faccia essere l’arte linguaggio comunicativo tout court, un’arte che nasce dal basso, dalle cose semplici. Semplici come può essere la creazione dei bigliettini sorseggiando una tazza di tè, un momento collettivo, rilassato, gioioso e proprio per questo capace di regalare stupori e punti di vista inaspettati.

Denise Lombardi, antropologa in fughe messicane

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per novembre, 2010 su I biglietti dell'oracolo M..